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	<title>Comunità Islamica di Cuneo &#187; Technology</title>
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		<title>Insegnamenti dalla Hijra, la migrazione dalla Mecca a Medina</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Sep 2018 14:14:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[islamcuneo]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[ <img width="300" height="160" src="https://www.islamcuneo.it/wp-content/uploads/2018/09/albero-al-sole-300x160.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="albero-al-sole" /> Celebriamo in questi giorni il ricordo del nuovo anno del calendario islamico, il quale ha per principio l’evento della migrazione, dell’egira del Profeta, pace su di lui, dalla nobile Makkah, la Casa di Dio, alla illuminata Madinah, Dar al- Hijra, la casa della migrazione. Un evento che dette il vero natale alla prima Comunità islamica. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="p1" style="text-align: justify;"><b></b><span class="s1">Celebriamo in questi giorni il ricordo del nuovo anno del calendario islamico, il quale ha per principio l’evento della migrazione, dell’egira del Profeta, pace su di lui, dalla nobile Makkah, la Casa di Dio, alla illuminata Madinah, Dar al- Hijra, la casa della migrazione. Un evento che dette il vero natale alla prima Comunità islamica.</span></p>
<p class="p2" style="text-align: justify;"><span class="s1">La ricorrenza del nuovo anno, e l’alternanti dei giorni in generale, dovrebbe ricordare al musulmano la fragilità e la brevità della vita su questa terra e che ogni giorno che passa lo avvicina sempre di più al termine del suo soggiorno sulla terra, giacché in ogni manifestazione del tempo e del luogo vi è un segno e una lezione per l’uomo: “<b><i>Invero vi sono nella creazione dei cieli e della terra, e nell&#8217;alternarsi del giorno e della notte segni per coloro che hanno intelletto.</i></b>”</span></p>
<p class="p2" style="text-align: justify;"><span class="s1">Al-Hijra è stata un avvenimento cruciale nella storia musulmana, essa è fonte inesauribile di insegnamenti per la nostra Comunità. Dalla Hijra apprendiamo molto sulla fede e la certezza, la pianificazione e la dedizione, il sacrificio e l’altruismo, la saggezza e il buon comportamento. </span></p>
<p class="p2" style="text-align: justify;"><span class="s1">La migrazione del Profeta avvenne tredici anni dopo l’inizio della sua missione, tredici anni trascorsi nella trasmissione della fede di Dio e nella guida della sua gente verso la strada di Dio con perseveranza e devozione, subendo i maltrattamenti e assistendo alle torture dei suoi compagni, senza perdere mai la sua fede e la sua certezza nel Signore Onnipotente.</span></p>
<p class="p2" style="text-align: justify;"><span class="s1">Il Messaggero di Dio fu autorizzato a emigrare dopo che Quraish, la sua tribù, mise in atto un piano per la sua uccisione. Il Signore dei Cieli e della terra svelò il loro funesto piano, nel Corano è detto: “<b><i>Ricordati quando i miscredenti complottavano per imprigionarti, ucciderti o esiliarti, essi tramano e Dio tramava, e Dio è il miglior degli strateghi.</i></b>”</span></p>
<p class="p2" style="text-align: justify;"><span class="s1">Il Messaggero di Dio, che lasciò la Mecca di nascosto ricercato dai dignitari della sua tribù, fu accolto a Medina con una celebrazione gloriosa, accolto dalla gente che lo affiancava da ogni lato per chiedere ospitarlo nella sua casa, si realizzò pertanto per il Profeta e i suoi compagni la promessa di Dio ai suoi servi pii: “<b><i>Dio ha promesso a coloro che credono e compiono il bene di farne [Suoi] vicari sulla terra, come già fu per quelli che li precedettero, di rafforzarli nella religione che Gli piacque dar loro e di trasformare in sicurezza la loro paura. Mi adoreranno senza associarMi alcunché.</i></b></span></p>
<p class="p2" style="text-align: justify;"><span class="s1">In conclusione è importante ricordare che i musulmani di allora prima di emigrare dalla Mecca verso Medina hanno emigrato dall’idolatria verso la fede nell’Unico Dio, dalla trasgressione verso la devozione, e questa migrazione rimane prescritta per ogni musulmano ovunque egli trovi. Allontanarsi da ogni cosa che Dio ha proibito questo è l’essere un muhajir, un migrante verso Dio l’Altissimo, il Messaggero di Dio, pace su di lui, disse: &#8220;<i>Il credente è la persona a cui la gente affida loro beni e le loro persone, e il muhajir è colui che si allontana dai peccati e dalle trasgressioni.</i>” Tale tipo di hijra non richiede né denaro né viaggio e non espone a rischi o pericoli, necessita soltanto determinazione, sincerità e fede in Dio l&#8217;Altissimo.</span></p>
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		<title>Ramadan, una panoramica sul sacro mese</title>
		<link>https://www.islamcuneo.it/technology/ramadan-una-panoramica-sul-sacro-mese/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2015 09:52:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[islamcuneo]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[ <img width="300" height="225" src="https://www.islamcuneo.it/wp-content/uploads/2015/05/IMG_5511-300x225.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="F:1  I:S  QT:2  MT:+170" /> “O voi che credete! Il digiuno vi è stato prescritto come è stato prescritto a coloro che vi hanno proceduto, che esso possa (insegnarvi) l’autodisciplina. (…). Il mese di Ramadan in cui è stato fatto scendere il Corano, come guida per l’umanità, e chiari (Segni) per la guida e il discernimento. Chi di voi sia [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“<strong>O voi che credete! Il digiuno vi è stato prescritto come è stato prescritto a coloro che vi hanno proceduto, che esso possa (insegnarvi) l’autodisciplina. (…). Il mese di Ramadan in cui è stato fatto scendere il Corano, come guida per l’umanità, e chiari (Segni) per la guida e il discernimento. Chi di voi sia presente (a casa sua) durante il mese lo digiuni…</strong>” (Sublime Corano 2:183,185).</p>
<p>Ramadan è il nono mese del calendario lunare islamico. Inizia con l’avvistamento della nuova luna, dopo di essa a tutti i musulmani  è prescritto il digiuno per l’intero mese. Dall’alba al tramonto essi si astengono da ogni cibo, bevanda e rapporto sessuale. Oltre a questa componente fisica, gli aspetti spirituali del digiuno comprendono una maggiore enfasi sull’astensione dalle dicerie, dalle bugie, dalle oscenità e, in generale, da qualsiasi atto peccaminoso.</p>
<p>La purezza del cuore, della parola e dell’azione sono fondamentali durante il digiuno. Il Profeta Muhammad (pace su di lui) disse: “<em>Chi non desiste dal linguaggio osceno e dall’agire osceno (durante il digiuno), a nulla serve la sua fame e la sua sete.</em>” E disse anche: “<em>Il digiuno non è soltanto astensione dal bere e dal mangiare, il digiuno è astensione dagli atti osceni. Se qualcuno vi aggredisce verbalmente o vi tratti con ignoranza, dite: sto digiunando; sto digiunando.</em>”</p>
<p>Poiché l’Islam è una continuazione della religione di Abramo, Mosè, Gesù e tutti gli altri profeti (pace su di loro), non è sorprendente trovare riferimenti al digiuno nel giudaismo e nel cristianesimo. Il digiuno è universalmente riconosciuto come mezzo per conseguire l’autodisciplina e elevare la spiritualità.</p>
<p><strong>Chi deve assolvere al digiuno?</strong></p>
<p>Tutti i musulmani, a partire dall’età della pubertà, se sono fisicamente e mentalmente sani, devono osservare il digiuno del mese di Ramadan, l’Islam essendo un modo di vita pratico non impone alla persona ciò che supera le sue possibilità, perciò i malati e coloro che sono in viaggio possono rinviare il digiuno ad un altro momento; le donne incinte e le madri che allattano possono anch’esse rimandare il digiuno; La persona molto anziana, troppo debole per digiunare, e coloro che soffrono di una malattia cronica che impedisce loro il digiuno, sono dispensate dal digiuno e devono nutrire una persona bisognosa per ogni giorno non digiunato, sempre se possono permetterselo.</p>
<p><strong>Il Mese del Corano</strong></p>
<p>Ramadan è il mese in cui fu rivelato il Corano, come ci informa il verso sopraccitato, in questo mesi i musulmani sono invitati a dedicarsi quanto più tempo possibile, alla lettura, all’ascolto e alla meditazione e comprensione degli insegnamenti del Glorioso Corano. Uno dei modi attraverso cui i musulmani si avvicinano al Corano durante il Ramadan è la lunga e comunitaria preghiera nota come Tarawih, che viene svolta nella tarda sera dopo la rottura del digiuno. Durante questa preghiera è consuetudine che l’intero Corano venga recitato nel corso del mese.</p>
<p>Laylat ul-Qadr, o la Notte del Destino, è un momento di speciale, fervente e devota preghiera, e le ricompense e le benedizioni associate all’adorazione in questa notte sono molteplici. Questa notte cade in uno degli ultimi dieci giorni di Ramadan, da qui l’incentivo ad aumentare le preghiere notturne durante questo periodo.</p>
<p><strong>Suhur e Iftar</strong></p>
<p>È comune consumare un pasto (noto come Suhur), poco prima dell’alba e un altro (noto come Iftar), direttamente dopo il tramonto. La rottura del digiuno (Iftar) consiste solitamente di datteri, secondo la tradizione del Profeta Muhammad (pace su di lui). Durante il mese di Ramadan si rafforza il senso di comunità: i musulmani invitano gli uni gli altri ai pasti di Iftar e molti consumano l’Iftar in moschea condividendolo con la comunità più ampia, specialmente i poveri e i bisognosi.</p>
<p><strong>Festa della rottura del digiuno</strong></p>
<p>La fine del Ramadan è segnalata dall’avvistamento della luna nuova, che è seguita da una giornata di festa nota come Eid-ul-Fitr o festa della rottura del digiuno. Le famiglie si svegliano presto la mattina, indossano i loro abiti migliori e vanno alla moschea per il sermone dell’Eid e la preghiera comunitaria, ringraziando il Signore il Misericordioso per aver dato loro la possibilità di vivere il mese benedetto di Ramadan. La giornata è accompagnata da celebrazione, socializzazione, pasti festivi e modesti regali soprattutto per i bambini. Ma prima che inizino i festeggiamenti, tutti, adulti e bambini, devono aver versato Zakat-ul-Fitr, che è il dono di un pasto, o l’equivalente in denaro, ad una persona bisognosa, per far sì che nessuno sia escluso da questa felice occasione.</p>
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		<title>Gli stadi dell’Islam – Hadith Gibril</title>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2015 09:50:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[islamcuneo]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[ <img width="300" height="148" src="https://www.islamcuneo.it/wp-content/uploads/2015/05/shutterstock_25186594_picnik-708x350-300x148.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Jibril" /> L’imam Musslim riporta nella sua Raccolta autentica di ahadith (Sahih) che Omar Ibn Al-Khattab, che Dio sia soddisfatto di lui, disse: “Un giorno, mentre eravamo seduti dal Messaggero di Dio, che la preghiera e la pace divina siano su di lui, apparve davanti a noi un uomo con abiti straordinariamente bianchi e capelli intensamente neri, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center">L’imam Musslim riporta nella sua Raccolta autentica di ahadith (<i>Sahih</i>) che <i>Omar Ibn Al-Khattab</i>, che Dio sia soddisfatto di lui, disse:</p>
<p>“Un giorno, mentre eravamo seduti dal Messaggero di Dio, che la preghiera e la pace divina siano su di lui, apparve davanti a noi un uomo con abiti straordinariamente bianchi e capelli intensamente neri, su di lui non si intravedevano segni di viaggio però nessuno di noi lo conosceva, si avvicinò al Profeta, su di lui la pace, e gli si sedette difronte appoggiando le sue ginocchia alle sue e posando le mani sulle sue cosce disse: “<i>O Muhammad, parlami dell’islam</i>.”</p>
<p>Il Messaggero, su di lui la pace, rispose: “<i>L’islam è attestare che non c’è divinità all’infuori di Dio e che Muhammad è il Messaggero di Dio, compiere le preghiere rituali, versare la zakat, digiunare il mese di Ramadan, e compiere il pellegrinaggio alla sacra Casa, se si ha la possibilità</i>.”</p>
<p>L’uomo replicò: “<i>Hai detto il vero</i>.” Ci siamo stupiti del fatto che gli avesse posto una domanda e poi gli avesse anche dato ragione.</p>
<p>Disse: “<i>Ora parlami dell’iman (la fede)</i>.”</p>
<p>Rispose il Profeta, pace su di lui: “<i>L’iman</i> <i>è credere in Dio, nei Suoi angeli, nei Suoi libri, nei Suoi Messaggeri, e nel Giorno Ultimo, e credere nel destino, nel bene e nel male</i>.”</p>
<p>Replicò: “<i>Hai detto il vero. Ora parlami dell’ihssan (l’eccellenza)</i>.”</p>
<p>Rispose: “<i>È adorare Dio come se Lo si vedessi. E se non Lo si vede, Egli certamente ci vede</i>.”</p>
<p>Chiese: “<i>Quand’è l’Ora</i>?”.</p>
<p>Rispose: “<i>L’interrogato non ne è più informato dell’interrogante</i>“.</p>
<p>Disse: “<i>Parlami allora dei suoi segni premonitori</i>“.</p>
<p>Rispose: “<i>Quando la schiava genererà la sua padrona e quando vedrai i pastori, miseri, scalzi e nudi competere nelle costruzioni più elevate</i>“.</p>
<p>Poi l’uomo si allontanò e il Profeta, su di lui la preghiera e la pace divina, attese un po’ di tempo e si rivolse verso di me e mi chiese: “<i>Omar hai idea di chi fosse l’uomo?” </i>Rispose: “<i>Dio e il Suo Messaggero ne sanno certamente di più</i>”, mi disse: <i> “Era Gibril (Gabriele) venuto a insegnarvi la vostra religione.</i>”</p>
<p><b>Il valore del hadith</b></p>
<p>Basterebbe per dimostrare la centralità e il carattere costitutivo di questo hadith il fatto che per trasmetterlo ci sia voluto che Gibril, il signore degli angeli, su di lui la pace, scenda di persona per insegnare ai nobili Compagni la loro religione.</p>
<p>L’Imam<b><i> </i></b>An-Nawawy ha inserito questo hadith secondo nella sua raccolta dei quaranta ahadith e ha detto che questo <i>hadith</i> contiene le fondamenta dell’Islam. L’imam al-Qortobi disse: “<i>Questo hadith merita di essere considerato la madre della Sunna.”</i> Proprio come la sura Aprente è la madre del generoso Corano. Al-Qadi ‘Ayyad a sua volta disse: “<i>Questo hadith contiene tutte le funzioni dell’adorazione esteriore e interiore, le azioni del cuore come quelle delle membra… Tutte le scienze della fede emanano da questo hadith</i>.”</p>
<p><b>Insegnamenti principali:</b></p>
<p>Questo Hadith oltre ad essere chiamato hadith Gibril è chiamato anche hadith della religione, in quanto ci insegna che l’Islam è costituito da gradi, stadi diversi tra di loro. Ci troviamo di fronte a dei cerchi concentrici che man mano si restringono, dall’islam, all’iman per arrivare all’ihsan, essere musulmano è una condizione necessaria ma non sufficiente per essere fedele (<i>mu’min</i>), ed essere fedele è una condizione necessaria ma non sufficiente per essere eccellente (<i>muhssin</i>).</p>
<p>I vocaboli <i>islam</i> e <i>iman</i> possono essere sinonimi in alcuni casi e avere significati diversi in altri. Sono sinonimi quando in una frase è presente solo uno dei due termini, in questo caso la parola islam o iman racchiude l’altra; se invece sono entrambi nella stessa frase, o nello stesso periodo, allora islam e iman vogliono dire due cose distinte.</p>
<p>Il hadith ci informa che L’Islam è una continua ascensione, non uno stato stazionario. Il primo livello è quello del musulmano praticante, attento al rispetto degli obblighi prescritti. Il secondo livello è quello dell’iman, grado in cui l’adorazione e la rettitudine morale vanno di pari passo. Il terzo grado è quello dell’ihssan che rappresenta il trampolino di lancio per il fedele verso lo spazio infinito del viaggio spirituale. Abbiamo parlato di pioli e di gradi, eppure avremo dovuto parlare di mattoni e di piani, dal momento che l’immagine è simili ad un edificio che si costruisce lentamente ma in modo stabile.</p>
<p><b>Lo stadio dell’islam</b></p>
<p>L’islam inteso come stadio della religione, è il primo grado, quello dell’esecuzione dei cinque pilastri come ci illustra il hadith, ed è diverso dallo stadio dell’iman, Dice l’Altissimo: “<b><i>I beduini hanno detto: Siamo fedeli. Dì [a loro]: “in verità non siete [ancora] fedeli: bensì dite che siete musulmani, finché la fede non accederà ai vostri cuori</i></b>” [al-Hujurat]</p>
<p><b>Lo stadio dell’iman</b></p>
<p>L’iman ha sei pilastri come ci illustra il nobile hadith: credere in Dio, nei Suoi angeli, nei Suoi libri, nei Suoi messaggeri, e nell’Ultimo Giorno, e creda nel destino, il suo bene e il suo male.</p>
<p>L’iman, è stato anche paragonato ad un fiume che viene alimentato da numerosi affluenti, dice il Messaggero, pace su di lui: “<i>L’iman si costituisce di una settantina di affluenti, di cui il più elevato è menzionare la ilaha illa Allah, e il meno elevato è liberare la strada dall’intralcio, e il pudore  è un’affluente dell’iman.</i>” La fede è soggetta alla diminuzione, al logoramento per via dell’oblio e della lontananza da Dio, dice il Profeta: “<i>In verità la fede si usura nel cuore come si usura l’abito, quindi rinnovatela!</i>” E in un altro hadith ha detto: “<i>Rinnovate la vostra fede!” </i>I compagni chiesero: “<i>come rinnoviamo la nostra fede?</i>”<i></i>Rispose: “<i>Eccedete nella menzione di la ilaha illa Allah.</i>”<b></b></p>
<p><b></b><b>Lo stadio dell’Ihssan</b></p>
<p>Al-ihssan, l’eccellenza è il terzo e più elevato stadio dell’Islam, alla luce di questo hadith e di altri e alla luce di diversi versetti del Corano, ihssan implica eccellenza in tutti gli aspetti della vita, esso ha tre significati complementari:</p>
<ul>
<li>eccellenza spirituale, cioé “<i>Adorare Dio come se lo si vedesse, e se non Lo si vede Egli certamente ci vede.</i>” come informa il hadith.</li>
<li>eccellenza nel servizio e nel comportamento con gli uomini e tutte le creature di Dio Altissimo. E’ detto nel Corano: “<b><i>E quando stringemmo il patto con i Figli di Israele [dicemmo]: </i></b><b><i>“</i></b><b><i>Non adorerete altri che </i></b><b><i>Iddio</i></b><b><i>, vi comporterete in modo eccellente con i genitori, i parenti, gli orfani e i poveri; userete parole eccellenti con la gente,..</i></b>”</li>
<li>eccellenza e perfezionamento di ogni attività terrena intrapresa. Dice il Messaggero di Dio, pace su di lui: “<i>Dio ha prescritto l</i><i>’</i><i>eccellenza su ogni cosa.</i>.” e dice anche: “<i>Che Dio accolga nella sua misericordia colui che quando compie un</i><i>’</i><i>opera la perfeziona.</i>”</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le basi della Spiritualità Musulmana</title>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2015 09:27:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[islamcuneo]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[ <img width="300" height="148" src="https://www.islamcuneo.it/wp-content/uploads/2015/05/Pilastri-300x148.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Pilastri" /> Il Messaggero di Dio, pace su di lui, disse: “In verità, la fede si usura nel cuore come si usura il tessuto. Chiedete a Dio di ravvivare la fede nei vostri cuori.” La fede, l’iman, secondo questo hadith è versatile, instabile, volubile e variabile. Ci vuole uno sforzo sostenuto, costante e perpetuo per riuscire ad [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il Messaggero di Dio, pace su di lui, disse: “<i>In verità, la fede si usura nel cuore come si usura il tessuto. Chiedete a Dio di ravvivare la fede nei vostri cuori.</i>” La fede, l’iman, secondo questo hadith è versatile, instabile, volubile e variabile. Ci vuole uno sforzo sostenuto, costante e perpetuo per riuscire ad ancorarla alla banchina del suo porto: il cuore.</p>
<p>Abu Huraira riporta che il Profeta, pace su di lui, disse: “<i>Rinnovate la vostra fede!</i>” Chiesero: “<i>Come possiamo rinnovare la nostra fede O Messaggero di Dio?</i>” Egli rispose: “<i>Abbondate nella menzione della formula La ilaaha illa Allah (non c’è dio se non Dio)</i>“. L’associazione delle parole e dei concetti in questo hadith non ne casuale ne gratuita. La funzione di rinnovo ha qui come campo d’azione il cuore e per scopo il ravvivamento della fede, il hadith: “<i>Dite spesso, La ilaaha illa Allah!</i>” è un invito aperto a Dhikr. Questa associazione tra rinnovamento e Dhikr è una miscela che ci mostra la via e scopre il velo sul vero lavoro di riforma dei cuori che bisogna intraprendere, specialmente attraverso il Dhikr.</p>
<p>Dhikr è un concetto fondamentale nell’Islam. Esso rappresenta sia uno stato spirituale che i mezzi che conducono alla sua realizzazione. In arabo, Dhikr significa sia il ricordo intimo di Dio, che la preghiera, la meditazione, la reminiscenza, l’evocazione di Dio, la Parola di Dio, la ripetizione delle formule incantatorie, la pratica dell’invocazione, gli incontri di ricordo di Dio … Tutte queste esperienze sono un insieme di pratiche convergenti verso la stessa finalità: quella di essere presenti a Dio.</p>
<p>La purificazione spirituale è in gran parte il risultato dell’esercizio del Dhikr, che è un passaggio obbligato, è una sorta di terapia che Dio ha messo a nostra disposizione per preparare il nostro cuore, la nostra anima e la nostra mente a ricevere gli effluvi divini e battere la strada della Verità. Il Dhikr avrà l’effetto desiderato, per colui che vuole progredire nella fede, soltanto se accompagnato da un altro fattore determinante.</p>
<p>I due Hadith che seguono introducono questa nuova nozione, quella di “Sohba” (la buona compagnia) senza la quale nessun percorso spirituale potrà pretendere di essere fedele al modello profetico: “<i>Ognuno avrà la stessa intensità di fede che il suo compagno più intimo, scegliete quindi con attenzione i vostri compagni.</i>”  “<i>Dio suscita per questa Comunità in capo ad ogni cent’anni, “chi” le rinnova la propria religione</i>“.</p>
<p>Il primo hadith stabilisce una regola: Le frequentazioni possono essere un tetto di vetro come possono essere un vero e proprio trampolino di lancio per la realizzazione spirituale. Esse possono essere sia limitanti per l’orizzonte del viaggio che consentire un vero e proprio slancio spirituale. In altre parole, il cammino è lo stesso ma l’andatura, la progressione e anche la regressione sono da attribuire (tra gli altri!) ai compagni di viaggio.</p>
<p>Il secondo hadith si regge su un tre aspetti:</p>
<p>• Il primo è un’informazione: l’esistenza dei garanti del rinnovamento,</p>
<p>• Il secondo è una raccomandazione: l’incitamento ad essere in loro compagnia,</p>
<p>• Il terzo è una promessa: l’impegno da parte di Dio che la Sua misericordia non disdegnerà alcuna generazione, finché essa vi si espone.</p>
<p>Ci sono quindi delle persone che bisogna frequentare per non escludersi da questa Misericordia. Essi sono definiti nel hadith dal pronome relativo “chi”, “min” in arabo, che può essere sia singolare che plurale. Ciò riflette la dualità della “Sohba”, che interseca due dimensioni:</p>
<p>– Una prima dimensione si riferisce al contributo e al sostegno della comunità dei credenti e più precisamente alla cerchia di coloro che si amano in Dio. Come degli ingranaggi che hanno bisogno gli uni degli altri per funzionare.</p>
<p>– Un’altra dimensione molto più intima, più elitaria, che si trova sulle alture del “Ihsan”, il più alto grado dell’Islam e che richiede un maestro spirituale, una guida capace di fare un vero lavoro di iniziazione. Senza questo, il candidato al cammino spirituale rischia di smarrirsi e di perdersi.</p>
<p>Storicamente, sono i Sufi che hanno saputo e potuto trasmettere questa eredità, ma non è loro solo appannaggio. Ed è questa la sfida lanciata ai musulmani: riuscire l’educazione spirituale senza passare attraverso le forme vincolanti della via iniziatica sufi. Non perché i sufi siano in errore o in perdizione, ma il loro modello è diventato obsoleto e inadeguato alla luce della realtà contemporanea. Il ritiro, l’isolamento, considerato come un fondamento per la realizzazione spirituale, significa oggi dimettersi dalle sfide del nostro tempo…</p>
<p>Se la buona compagnia rinvia alla qualità dell’educatore e dell’ambiente del candidato all’educazione, e il Dhikr definisce lo stato di purificazione e i mezzi pratici che vi conducono, la terza condizione è di un ordine più intimo e personale: la sincerità e la volontà di colui che aspira al Volto di Dio. Il termine a essi dedicato in arabo è “Sidq”. Ancora una volta è un termine polisemico, non può essere tradotto con una sola parola. Per avvicinarsi al senso, diremmo: sincerità, autenticità, veridicità, adesione del cuore, conformità delle azioni alle parole, … è questo impegno sincero, questo slancio autentico, questo impeto del cuore, senza il quale non c’è cammino spirituale né purificazione del cuore che tenga.</p>
<p>Non c’è Islam senza ricerca del senso e della Verità. Non c’è ricerca di senso senza elevazione spirituale. Non c’è elevazione senza disciplina interiore … e qualsiasi disciplina è guidata da delle regole, delle condizioni.<b></b></p>
<p>Ne abbiamo citati tre:</p>
<p>–       Sohba, iniziatica e di accompagnamento</p>
<p>–       Dhikr</p>
<p>–       Sidq</p>
<p>Esse sono sia un presupposto che un compagno sulla strada del nostro cammino</p>
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		<title>Dio è amore</title>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2015 09:23:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[islamcuneo]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[ <img width="300" height="148" src="https://www.islamcuneo.it/wp-content/uploads/2015/05/God-s-love-god-the-creator-11205954-800-5491-708x350-300x148.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="God-s-love-god-the-creator-11205954-800-5491-708x350" /> “Non ho creato i jinn e gli uomini se non per adorarMi.” [Corano, 51-56] L’essenza della nostra esistenza, la sostanza della nostra creazione, è l’adorazione di Dio. L’Altissimo, l’Amorevole (al-Wadud) ci ha creati per adorarLo, ovvero per ricercarLo, conoscerLo, amarLo … Dio è amore! Dio ama ed è amato. Il nostro amore per Dio è logico, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“<em><strong>Non ho creato i jinn e gli uomini se non per adorarMi.</strong></em>” [Corano, 51-56]</p>
<p>L’essenza della nostra esistenza, la sostanza della nostra creazione, è l’adorazione di Dio. L’Altissimo, l’Amorevole (al-Wadud) ci ha creati per adorarLo, ovvero per ricercarLo, conoscerLo, amarLo …<br />
Dio è amore! Dio ama ed è amato. Il nostro amore per Dio è logico, Egli ci ha creati, ci ha colmati delle Sue grazie, palesi e nascoste, ciò che è straordinario è che Lui Al-Ghaniyy (l’autosufficiente), che non ha alcun bisogno di noi, ci ami e si mostri amorevole nei nostri confronti, inviandoci i Suoi messaggeri e insistendo nel nostro richiamo a Lui Altissimo.</p>
<p>Il Profeta, pace su di lui, riporta che Dio il Misericordioso dice: “Chiunque oltraggi un Mio prediletto (waliyy), Io gli dichiaro guerra. Nulla fa giungere il mio servitore alla Mia Vicinanza come il suo adempimento a quanto gli ho prescritto. Il Mio servitore se persevera negli atti di adorazione supererogatori finirà per meritare il Mio amore e quando l’avrò amato, sarò l’udito con cui sente, l’occhio con cui vede, la mano con cui opera e il piede con cui cammina. Se m’invocherà gli risponderò, se si rifugerà in Me sarò il suo protettore, …”<br />
Dio come ci racconta questo hadith qudsi è vicino alle Sue creature, attento ai loro desideri. Dio diventa udito e vista del servitore amato;</p>
<p>L’amore di Dio è che un Suo dono, una Sua grazia. In una frequente invocazione del Profeta, pace su lui, egli diceva: “O mio Dio donami il Tuo amore, l’amore di coloro che ti amano e l’amore di ogni opera che mi avvicini al Tuo amore. O mio Dio fa che ogni tua provvista a me sia un mezzo per ciò che ami, e fa che ogni Tua negazione sia un’occasione per il tuo amore.”</p>
<p>Quando parliamo di fede, non ne dobbiamo parliamo soltanto in termini di obblighi e di doveri, dimenticando la sua essenza spirituale, mistica. Fede è, innanzitutto, ricerca di senso, una ricerca continua dell’amore del Creatore Misericordioso, chi consuma la sua breve esistenza senza accedere a questo sublime significato, allora pianga se stesso, pianga la sua inconsistenza. Disse il maestro Ibn al-Qayyim: “Come puoi dissipare la tua vita con un cuore velato all’amore di Dio, come puoi andartene da questa vita come ci sei entrato, senza aver assaporato la sua più gradevole prelibatezza.”</p>
<p>Molti di noi sono purtroppo estranei, in parte o completamente, a questi nobili significati. Perdiamo il nostro tempo limitato in discussioni sterili riguardo alla liceità o meno (halal o haram) di questa o dell’altra cosa, trascurando l’essenza della fede, ovvero la conoscenza, il compiacimento e l’amore di Dio.</p>
<p>“Amate Dio con tutto il vostro cuore” è l’invito che ci rivolge il Messaggero di Dio, pace su di lui.</p>
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		<title>Il sublime Corano</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2015 13:42:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[islamcuneo]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[ <img width="300" height="200" src="https://www.islamcuneo.it/wp-content/uploads/2015/05/9f906b0eaee18eff235d5c7cbabe4064697c6e921-300x200.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="9f906b0eaee18eff235d5c7cbabe4064697c6e92" /> Per i musulmani, il Corano è il Testo di riferimento, la Fonte e l’Essenza del Messaggio che il  Creatore ha  voluto far giungere agli uomini. E’ l’ultimo evento di una miriade di Rivelazioni rivolte agli esseri umani attraverso la storia. E’ il Verbo di Dio&#8230; ma, allo stesso tempo, questo Verbo non è Dio. Il [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="nj11">Per i musulmani, il Corano è il Testo di riferimento, la Fonte e l’Essenza del Messaggio che il  Creatore ha  voluto far giungere agli uomini. E’ l’ultimo evento di una miriade di Rivelazioni rivolte agli esseri umani attraverso la storia. E’ il Verbo di Dio&#8230; ma, allo stesso tempo, questo Verbo non è Dio. Il Corano rivela, svela  e orienta : è una luce <i>(an-Nûr)</i>che risponde alla domanda di senso iscritta dalle origini <i>(al-fitra)</i>nell’intimità di ogni cuore. Il Corano è Ricordo <i>(adh-Dhikr)</i> di tutti i messaggeri,  di Noé e di Abramo, di Mosè e di Gesù : come loro, ricorda e insegna alle coscienze  che la Vita ha un  senso, che i fatti sono dei segni. Il Corano è una iniziazione al discernimento <i>(Al- Furqân).</i></p>
<p class="nj11">E’ Il Libro <i>(al-Kitâb)</i> per le musulmane e i musulmani del  mondo intero, ma paradossalmente non è il libro che si deve leggere per primo quando si voglia conoscere l’islam. Esso è contemporaneamente estremamente semplice e profondamente complesso e la natura degli insegnamenti spirituali, umani, storici e sociali che se ne può ricavare si coniugano, a differenti livelli, in  rapporto al Trascendente, alla relazione con gli uomini, all’etica o all’azione. Il Testo è uno, ma le sue letture sono molteplici ed è assolutamente necessario non confonderle.</p>
<p class="nj11"><b>Il Corano e il cuore : un dialogo</b></p>
<p class="nj11">A colei o a colui che ha riconosciuto la Presenza dell’Altissimo e il cui cuore ha aderito al messaggio dell’islam, il Corano parla in modo del tutto singolare. Esso è la Voce della Via: Dio parla al suo essere, alla sua coscienza, al suo cuore e gli mostra il cammino del Suo Compiacimento, della Sua conoscenza e del Suo incontro : « <i>Questo è il Libro su cui non ci sono dubbi, una guida per i timorati</i>… ». Più  di un testo è un compagno di strada che viene salmodiato, cantato, ascoltato: dappertutto nel mondo musulmano, nelle moschee, nelle case e nelle strade, si odono voci magnifiche diffondere nell’aria la Parola del Divino. E i cuori, a volte distratti, a volte attenti, più sovente meditativi, rispondono a questo Richiamo, che è un invito al dialogo  lanciato dal Creatore di Tutto, al cuore di  ciascuno. Qui, non c’è distinzione tra il sapiente <i>(al-‘âlim)</i> e l’essere comune, il Corano parla a ciascuno nella sua lingua, alla sua portata, alla sua  intelligenza, al suo cuore, alle sue domande, alle sue gioie come alle sue ferite. E’ ciò che gli ulema hanno chiamato <i>al-qirâ’a at-ta’abudiyya</i>, la lettura o l’ascolto destinato all’adorazione. La musulmana o il musulmano legge o ascolta il testo cercando di impregnarsi della dimensione spirituale del messaggio : al di là del tempo, al di là della storia e dei milioni di esseri viventi sulla terra, Dio le (gli) parla, la chiama e le ricorda, la invita e la orienta,  consiglia e comanda&#8230; Dio gli risponde, a lui, a lei, al suo cuore, senza  intermediari, intimamente.</p>
<p class="nj11">Nessun bisogno di studi o di diplomi, di maestri o di guide&#8230; qui, per i primi passi, Dio, è  ar-Rab, Colui che educa e forma, che offre la semplicità della Sua prossimità. Il Corano è allora la proprietà di ciascuno, senza differenze, senza gerarchie&#8230; Dio, senza distinzioni, si avvicina a colui che si avvicina al Suo Verbo. Non è raro osservare  donne e uomini, poveri o ricchi, sapienti o illetterati, d’Oriente o d’Occidente&#8230; fare silenzio, guardare lontano, pensare, annullarsi, piangere. La ricerca del senso ha incontrato il sacro, Dio è vicino : «<i> Quando i Miei servi ti chiedono di Me, ebbene Io sono vicino! Rispondo all’appello di chi Mi chiama quando Mi invoca…”</i></p>
<p class="nj11">Un dialogo. Intenso, permanente, sempre rinnovato tra un Libro che dice l’infinita semplicità dell’adorazione dell’Uno e un cuore che esprime l’intenso sforzo (jihâd) di liberarsi ed incontrarLo. Il Corano è al cuore della prova di ogni cuore. Esso offre la pace e introduce  alla libertà.</p>
<p class="nj11"><b>Uno studio complesso</b></p>
<p class="nj11">Esistono, tuttavia, diversi livelli di lettura, in campi completamente distinti. Bisogna prima di tutto informare il lettore della costruzione stessa del testo. Il Corano è stato rivelato a sequenze ineguali e talvolta a capitoli interi (sure), in un lasso temporale di ventitré anni. Il testo, nella sua composizione finale, non segue l’ordine cronologico, né i criteri di un ordine tematico in senso stretto. Due impressioni sorgono al momento della lettura: la ripetizione delle storie dei  Profeti e delle formule e delle informazioni che rinviano a situazioni storiche particolari, che il  Corano non precisa. La comprensione, a questo primo livello di lettura, esige dal lettore un doppio lavoro: se la ripetizione è sul piano spirituale un ricordare e un rivivificare, essa esige, sul piano intellettuale, un lavoro di ricomposizione. Le storie di Eva e di Adamo o ancora di Mosè, per esempio, sono riportate più volte con elementi diversi, ma non contraddittori: sta all’intelligenza umana ricomporre la trama della narrazione alfine di riunire tutti gli elementi che permettono di comprendere i fatti. Questo però non è  ancora sufficiente. Si deve tener conto anche del contesto al quale si riferiscono i fatti narrati: tutti i commentatori, senza alcuna distinzione di appartenenza a scuola giuridica, sono d’accordo nell’affermare che certi versetti del testo rivelato (in particolare quelli che si riferiscono alla guerra, ma non solo) parlano di situazioni precise  esistenti al momento della loro rivelazione. Non è possibile dunque, ignorando questo rapporto con la contingenza storica,  ricavarne degli insegnamenti immediati su questa o quella dimensione dell’islam: qui, l’intelligenza è invitata ad osservare i fatti, a studiarli in funzione di un  ambiente e a dedurne dei principi attraverso uno studio dialettico di testo e  contesto. Lavoro esigente che richiede uno studio, una specializzazione ed una grande prudenza, potremmo dire anche un estremo pudore intellettuale.</p>
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		<title>Muhammad, Il Messaggero della Misericordia</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2015 13:35:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[islamcuneo]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[ <img width="300" height="160" src="https://www.islamcuneo.it/wp-content/uploads/2015/05/Messaggero-misericordia1-e1431956112538-300x160.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="Messaggero-misericordia1" /> Muhammad pace su di lui  è Messaggero di Dio, Profeta, modello e guida per due miliardi di persone nel mondo e circa due milioni di musulmani in Italia. Muhammad pace su di lui  agiva e trasformava il mondo alla luce delle rivelazioni che riceveva dall’Unico, rivelazioni che compongono il Corano, testo divino destinato all’umanità intera. Muhammad pace su [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center">Muhammad <sup>pace su di lui  </sup>è Messaggero di Dio, Profeta, modello e guida per due miliardi di persone nel mondo e circa due milioni di musulmani in Italia.</p>
<p>Muhammad <sup>pace su di lui  </sup>agiva e trasformava il mondo alla luce delle rivelazioni che riceveva dall’Unico, rivelazioni che compongono il Corano, testo divino destinato all’umanità intera.</p>
<p>Muhammad <sup>pace su di lui</sup> è nato alla Mecca nel 570 D.C. e rimase orfano all’età di 6 anni, ricevette la prima rivelazione a 40 anni e morì a Medina all’età di 63 anni.</p>
<p>Muhammad <sup>pace su di lui</sup> era distinto per la nobiltà del suo carattere e per l’eccellenza del suo essere, era di una generosità infinita, la sua compassione e la sua misericordia per i deboli e gli umili erano eguagliate soltanto dalla sua disapprovazione per gli empi e gli oppressori.</p>
<p>Muhammad <sup>pace su di lui</sup> definiva se stesso una misericordia donata, e Dio gli disse nel nobile Corano: ”<i>Non ti inviammo che come misericordia per il Creato.</i>”</p>
<p align="center"><b>Muhammad <sup>pace su di lui</sup>  diceva:</b></p>
<p>“Non fui inviato che per perfezionare le buone virtù.”</p>
<p>“Il migliore di voi è il migliore con la propria moglie.”</p>
<p>“Il tuo sorriso per il prossimo è carità.”</p>
<p>“Chiunque creda in Dio e nel giorno Ultimo onori il proprio vicino.”</p>
<p>“La buona parola è carità.”</p>
<p>“Dio non ti giudica dal tuo aspetto o dalla tua ricchezza ma dal tuo cuore e dalle tue azioni.”</p>
<p>“Non è un vero credente chi non ama per il suo prossimo ciò che ama per se stesso.”</p>
<p>“Il migliore di voi è il migliore nel proprio comportamento.”</p>
<p>“Non è credente colui che mangia a sazietà mentre il suo vicino dorme affamato.”</p>
<p>“Forte è colui che controlla se stesso nel momento della rabbia.”</p>
<p>“Le donne sono sorelle degli uomini, non le onora che un generoso e non le maltratta che un infame.”</p>
<p>“Il Paradiso si stende sotto i piedi delle madri.”</p>
<p>“Chi ha piantato una pianta, avrà per ogni persona che benefici dei suoi frutti una ricompensa.”</p>
<p>“La migliore opera presso Dio è far felice un uomo.”</p>
<p>“Di due uomini che si amano in Dio, il più amato da Dio è colui che ama più l’altro.”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Hanno detto Muhammad, pace su di lui:</b></p>
<p>“Ho cercato attraverso la storia il modello ideale di uomo, e non ho trovato altri che il Profeta Muhammad.” <em>Wolfgang Goethe</em></p>
<p>“Se misurassimo la grandezza tramite l’estensione dell’influenza lasciata dai grandi uomini nei cuori delle persone, vedremmo che Muhammad è stato uno dei più grandi uomini mai conosciuti nella storia dell’umanità”. <em>Will Durant</em></p>
<p>“Dopo aver finito di leggere la seconda parte della biografia del Profeta, mi sono rattristato non trovando altro da leggere sulla sua grandiosa vita.” <em>Mahatama Ghandi</em></p>
<p>“Non ci sono dubbi sul fatto che il Profeta Muhammad fu uno dei grandi riformatori che rese un grande servizio alla società umana.” <em>Leo Tolstoy</em></p>
<p>“Se c’è stato un uomo che ha avuto la facoltà di dire che ha governato con diritto divino, questo fu Muhammad, che riuscì a tenere in mano il potere senza disporre dei Suoi strumenti e senza il Suo supporto”. <em>Bosworth Smith</em></p>
<p>“Credo che se un uomo come lui avesse assunto la guida del mondo moderno, avrebbe avuto successo nel risolvere i suoi problemi, in un modo che avrebbe recato più pace e serenità.” <em>George Bernard Show</em></p>
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		<title>L&#8217;Islam, la via della pace</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2015 15:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[islamcuneo]]></dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[ <img width="300" height="205" src="https://www.islamcuneo.it/wp-content/uploads/2015/05/1486603480_1388000092-708x350-e1442833286216-300x205.jpg" class="attachment-medium wp-post-image" alt="1486603480_1388000092-708x350" /> La via della pace Il termine Islam nella lingua araba deriva dalla radice araba “sa-la-ma” la quale ha due significati: il primo è quello di sottomissione e l’altro invece dà l’idea di pace, dunque l’Islam è sia una sottomissione volontaria e attiva all’Unico Dio, il Dio della misericordia e della clemenza. in quanto nel Corano [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b>La via della pace</b></p>
<p>Il termine Islam nella lingua araba deriva dalla radice araba “sa-la-ma” la quale ha due significati: il primo è quello di sottomissione e l’altro invece dà l’idea di pace, dunque l’Islam è sia una sottomissione volontaria e attiva all’Unico Dio, il Dio della misericordia e della clemenza. in quanto nel Corano è detto: «Dì: Certo, la mia preghiera, i miei culti di adorazione, la mia vita e la mia morte appartengono a Dio.» sia la dimensione di accesso alla pace divina, nel Corano è detto: “O gente entrate voi tutti nella pace” inoltre uno dei 99 bei nomi di Dio nella tradizione islamica è proprio la Pace.</p>
<p><b>L’Islam e le altre religioni</b></p>
<p>L’Islam non si considera, nei confronti delle altre religioni monoteiste, come una religione nuova, si considera invece come l’ultimo messaggio di quell’unica religione, eterna e universale che Dio ha voluto per l’umanità; il Corano non è altro, quindi, che la rivelazione ultima e perfetta di quell’unica fede. Ciò implica il riconoscimento da parte dei musulmani delle rivelazioni precedenti il Corano attestate nei libri rivelati degli ebrei e dei cristiani, snodatesi come catena di una comune tradizione.</p>
<p><b> </b></p>
<p><b>I pilastri dell’Islam</b></p>
<p>In un famoso detto il Profeta, pace su di lui, disse: “l’islam è costruito su cinque elementi”.</p>
<p><b>1. Le testimonianze di fede</b></p>
<p>La testimonianza di fede è il passo volontario attraverso il quale si accede alla comunità di fede islamica, “Atteso che non vi è divinità all’infuori di Iddio e attesto che Muhammad è Messaggero di Iddio”.</p>
<p><b>2. La preghiera rituale</b></p>
<p>Ci sono due tipi di preghiera nell’islam, quella rituale, codificata che è il secondo pilastro del quale stiamo parlando, as-salah; ed una più libera nella forma, che si chiama “invocazione” (ad-du’a); questi due tipi sono strettamente legati tra di loro, esiste infatti un detto (hadith qudsi) del profeta in cui Dio dice: “se Mi vuoi parlare invocaMi, se vuoi che Io ti parli pregaMi”.</p>
<p>La preghiera rituale si basa sulle cinque orazioni quotidiane, che scandiscono il ritmo della vita del credente, e che si devono fare in momenti specifici, ma non nell’istante preciso come si pensa comunemente.</p>
<p>Il venerdì (al-jumu’ah) è il “giorno del raduno”, come dice la stessa parola araba; in questo sacro giorno i musulmani sono invitati a recarsi alla moschea all’inizio del pomeriggio per adempiere alla preghiera e ascoltare il sermone che fa colui che officia e guiderà la preghiera (l’imam). Questa preghiera segna davvero la realizzazione della preghiera rituale in comunità, ed è un giorno festivo in molti paesi musulmani.</p>
<p><b>3. Zakat</b></p>
<p>Nel termine zakat c’è, letteralmente, l’idea di purificazione. E’ una tassa, un’imposta che ha una funzione sociale, in quanto è prima di tutto destinata al sostentamento dei poveri e dei bisognosi della comunità. La zakat ha anche una funzione spirituale: come la preghiera purifica l’essere ed il digiuno purifica il corpo la zakat purifica i beni e le ricchezze, in quanto i beni e l’intera natura sono considerati nell’islam proprietà di Dio affidati agli uomini affinché le custodiscano e li usino per il loro bene collettivo. L’imposta sociale purificatrice equivale al 2,5% del valore dei nostri beni che superano il limite dei soli bisogni essenziali.</p>
<p><b>4. Il digiuno del mese di Ramadan</b></p>
<p>“Ramadan” è il nome del nono mese del calendario musulmano, che è un calendario lunare. La caratteristica dei mesi lunari è che sono solo di ventinove o trenta giorni, mentre i mesi solari hanno trenta o trentuno giorni, per cui ogni anno il mese di ramadan anticipa all’incirca di dieci o dodici giorni. In trentasei anni, più o meno, il mese del ramadan fa il giro dell’anno solare. Durante tutto questo mese i musulmani, da circa un’ora e un quarto prima del sorgere del sole fino al suo tramonto, si astengono dal bere, dal mangiare, da qualsiasi relazione sessuale, da maldicenze, bugie, litigi e concepimento di cattivi pensieri.</p>
<p><b>5. Il Pellegrinaggio </b></p>
<p>L’ultimo pilastro della pratica islamica è il pellegrinaggio, per il quale si chiede alla donna e all’uomo che hanno i mezzi, sia fisici che economici, una volta nella vita, di recarsi a La Mecca per vivere questa solenne esperienza. Il pellegrinaggio, ovviamente, ha la funzione di testimoniare la fede, di recarsi nel luogo centrale per l’Islam, la casa di Dio sul piano simbolico, cioè la Ka‘bah, costruita da colui che è considerato il padre spirituale dei musulmani ovvero Ibrahim, Abramo.</p>
<p>I musulmani che vi si recano all’inizio del mese di Dhu al-Hijja seguono un rituale fisso che comprende diverse tappe ben determinate.</p>
<p>Nel pellegrinaggio si ritrovano elementi essenziali sul piano spirituale e comunitario. Per prima cosa è d’obbligo vestirsi in modo da eliminare ogni segno di differenziazione tra i fedeli. In tal modo, davanti  a Dio ognuno è uguale a suo fratello sia materialmente che spiritualmente.</p>
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